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Condono slot machine 2016

Condono slot machine 2016

I concessionari, essenzialmente, se ne fregano. Migliaia di macchinette non sono collegate alla rete e non vengono messe a norma neanche dopo i primi solleciti dei Monopoli. Le società, per il biennio — , pagheranno le tasse con una cifra forfettaria, quella prevista nel caso di mancato collegamento per cause di forza maggiore, senza che nei loro confronti venga erogata alcuna multa. È la Corte dei Conti che, raccogliendo una serie di segnalazioni, dà alla Guardia di Finanza il compito di fare luce sulla vicenda del mancato collegamento delle slot.

Una peraltro necessariamente parziale verifica consente alla Gdf di individuare migliaia di macchinette non collegate, lasciando intendere che il danno erariale possa essere elevatissimo. Il mancato controllo sulle slot è, in effetti, un problema enorme, come avrà modo di spiegare il generale Umberto Rapetto , a capo del nucleo speciale della Gdf: In sostanza, per un periodo piuttosto ampio di tempo, decine di migliaia di slot sono state del tutto fuori controllo, non solo per quel che riguarda la quantificazione degli introiti tassabili, ma anche per la restituzione delle vincite ai giocatori.

Da dove viene la cifra di 98 miliardi di euro? In pratica, la cifra finale viene fuori non attraverso calcoli su un ipotetico volume delle giocate, né applicando sanzioni che ipotizzano un abbassamento delle quote di vincita o altre operazioni di manomissione delle slot, ma semplicemente applicando le penali previste da un contratto sottoscritto sia dallo Stato che dai concessionari.

La procura della Corte dei Conti contesta dunque ai concessionari somme per poco meno di 90 miliardi di euro qui l'elenco delle richieste alle singole società. Ora bisogna fare un salto in avanti e arrivare al , quando la vertenza giudiziaria arriva finalmente a conclusione e la sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti pronuncia la sentenza numero La sentenza arriva dopo una lunghissima battaglia legale e molti tentativi di impugnare la legittimità stessa del processo. Insomma, riepilogando: I 98 miliardi di euro, dunque, non esistono, non sono mai stati comminati come sanzione a nessuna società, né men che meno sono stati evasi.

Insomma, è vero che un Governo a guida PD abbia definito una sorta di condono alle aziende che operano nel campo delle slot, ma sui 2,5 miliardi di euro e chiedendo un pagamento immediato di una sanzione comminata solo in primo grado. E lo è anche per un effetto secondario, ovvero la distrazione collettiva. Stavolta rispetto al cuore del problema, che è la gestione di un settore in cui girano miliardi e che ancora attende un intervento legislativo degno di questo nome avremo occasione di parlare della legge Mirabelli sul riordino dei giochi.

Per anni i giocatori italiani sono stati truffati , o meglio, hanno utilizzato apparecchi non collegati, senza controllo da parte dei monopoli. Il problema non è "il regalo di 98 miliardi di euro ai signori delle slot" come ripetono ad esempio quelli del M5s , che non c'è mai stato. E il problema è anche in un settore che, ai massimi livelli, non ha credibilità alcuna, né è garanzia di trasparenza. La saga delle super multe da 98 miliardi, inflitte dalla Corte dei conti a dieci concessionari delle new slot nel maggio del , dopo le pronunce del Tar, quelle della Cassazione e una commissione parlamentare di inchiesta, si arrichisce di un nuovo capitolo.

La terza sezione consultiva del Consiglio di Stato ha fornito un parere al ministero dell'Economia sulle modalità di calcolo delle penali che sono previste dalla convenzione fra Monopoli e concessionari per il mancato collegamento alla rete telematica gestita dallo Stato dei nuovi apparecchi da intrattenimento. Non solo. In questo senso va letto, dunque, il richiamo ai principi di ragionevolezza e proporzionalità e di perseguimento dell'effettività della sanzione che, secondo i giudici amministrativi, rendono razionale il riferimento al "compenso" per la gestione telematica.

Un meccanismo di calcolo ben lontano da quello adottato dalla Corte dei conti nell'applicare tre anni fa le penali per danni erariali. Tags Correlati: In sostanza, è interesse dello Stato mantenere un presidio sul settore attraverso concessionari autorizzati e controllati dall'amministrazione. La contestazione La contestazione, su cui è stata anche costituita una commissione parlamentare d'inchiesta, riguarda il mancato collegamento degli apparecchi alla rete telematica di proprietà dello Stato, gestita da Sogei.

Iva Inc. Se ne parla da vent'anni e ancora non c'è. L'Expo sembrava l'occasione buona per arrivare in. Il mercato dei mutui in Italia resta al palo. Nell'ultimo mese la domanda di prestiti ipotecari è. My24 Accedi. Archivio storico Strumenti di lavoro Versione digitale fb tw rss. Gli speciali di Norme e Tributi: Guide Gli speciali di Norme e Tributi: Focus Gli speciali di Norme e Tributi: Norme e Tributi Fisco Sconto ai concessionari delle new slot per le super multe da 98 miliardi Marco Mobili Cronologia articolo 07 ottobre Storia dell'articolo Chiudi.

Questo articolo è stato pubblicato il 07 ottobre alle ore

Slot, il condono della vergogna - l'Espresso

Slot condonate, la multa ai cittadini 2 dissidenti pdl) proponeva la cancellazione del condono per le società concessionarie di slot machines. La bufala di 98 miliardi ai concessionari di slot machine ragione del “condono di 98 miliardi di euro alle concessionarie delle slot machine”. La saga delle super multe da 98 miliardi, inflitte dalla Corte dei conti a dieci concessionari delle new slot nel maggio del , dopo le. Il giornale di oggi21 Oct - 5 min - Uploaded by savixti chiedo condono. . amici?condono slot machine 7 ott Dalle maxi. Quella dei 98 miliardi di euro "regalati" ai signori delle slot machine è una storia Il "condono" del Governo Letta, che c'entra con l'IMU. d. Slot, il condono della vergogna dall'altra, trova i soldi per cancellare la tassa facendo un bello sconto ai concessionari di slot machine. da 98 miliardi ricevuta dalle società concessionarie di slot machine. Nel corso del il governo Renzi elaborò una proposta di legge.

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